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LA CORDA DEL TEMPO. RITRATTI DI ALPINISTI. PDF Stampa E-mail
Lunedì 17 Giugno 2013 14:53

La storia dell'Alpinismo attraverso musica, immagini, racconti

Saluzzo, 21 giugno 2013, Antico Palazzo Comunale, Salita al Castello 26.

Ore 17.45 e ore 21.15
Dalle ore 16, è previsto annullo postale dedicato con apposite cartoline per gli appassionati di filatelia.

In occasione delle celebrazioni dei 150 anni della fondazione del Cai, la Sezione Cai Monviso di Saluzzo dedicherà il giorno del solstizio d’estate, 21 giugno 2013, alla storia dell’Alpinismo.

In orario pre-serale, alle ore 17.45, si risalirà “la corda del tempo”, da Quintino Sella ai giorni nostri, sotto la guida di abili narratori ed esperti, quali E. Camanni (giornalista, scrittore e alpinista), R. Mantovani (giornalista, storico dell’alpinismo, collaboratore della trasmissione TGR Montagne di Rai 2) e M. A. Ferrari (giornalista, scrittore, fondatore e direttore di “Meridiani-Montagne”): la storia dell’alpinismo verrà raccontata attraverso i ritratti di alcuni fra gli alpinisti più significativi con immagini, filmati d’epoca, racconti e curiosità, accompagnati dall’arpista Rosanna Bagnis (insegnante della scuola APM), una delle più brillanti arpiste degli ultimi anni, e con l’intervento di A. Gazzera detto “Gustin”.Una cavalcata che partirà dall’alba del Club Alpino, passerà per l’alpinismo eroico di E. Comici, ”l’alpinismo operaio” degli anni ‘50, e arriverà alla rivoluzione degli anni ’70 con il Nuovo Mattino di Gian Piero Motti.

La serata, alle ore 21.15, sarà dedicata a Bruno Detassis, noto alpinista delle Dolomiti del Brenta, con la proiezione del film “Sentiero Bruno” alla presenza della regista, Roberta Bonazza.
Racconta Roberta Bonazza: “L’idea di questo lavoro nasce da un’intervista fatta a Bruno Detassis poco prima della sua dipartita, l’8 maggio del 2008 all’età di 97 anni. Un’intervista che con il passare del tempo anziché consumarsi acquisiva significati, apriva orizzonti, manteneva la freschezza e la forza di contenuti attuali e senza tempo. Così mi sono chiesta come era arrivato Bruno a quell’età, a quella sintesi che incarnava nel corpo e nel volto. Quali esperienze erano tracciate - come le sue vie in montagna – nelle rughe del volto, nel fisico asciutto e nella folta barba? Di certo le sue parole precise, le sue pause, il suo sguardo andavano ben oltre la storia di un alpinista autore di 200 nuove vie, guida alpina e gestore per tutta una vita del rifugio Brentei nelle Dolomiti di Brenta.
… ho deciso di ripercorrere il ‘Sentiero Bruno’ metafora di un cammino non solo muscolare alla ricerca delle tappe e dei passi che lo hanno portato ad essere quello che tutti ricordano, il custode del Brenta, il vecchio saggio, la presenza rassicurante al rifugio Brentei.”
Un insolito viaggio attraverso la storia del Cai.


Ultimo aggiornamento Giovedì 25 Luglio 2013 10:27