Skip to main content
 
 

C.A.I. Monviso Saluzzo

Chi Siamo

Direttivo Sezione

CONSIGLIO DIRETTIVO

Botta Giovanni Riccardo Presidente
Mulassano Giuseppe Vicepresidente
Berardo Marco Segretario
Bertola Gloria Segretaria
Ferrero Antonello Consigliere
Pagliero Antonio Consigliere
Godino Elisa Consigliere
Giusiano Bartolomeo Consigliere
Botta Mario Consigliere
Bonavia Paola Consigliere
Bertacco Paolo Consigliere

COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI

Monica Giorgy Presidente
Paschetta Luca Revisore
Galliano Giorgio Revisore

Note Storiche  

Il Club Alpino Italiano nasce il 23 ottobre 1863 nel Castello del Valentino in Torino ma la vera fondazione risale a qualche mese prima quando Quintino Sella, scienziato e statista biellese, sale al Monviso con tre amici. Sulla montagna che dà vita al Po, in lui nasce l’idea di radunare gli alpinisti italiani in un club come era avvenuto l’anno prima in Gran Bretagna e in Austria e poche mesi avanti in Svizzera.

La vita ultrasecolare del Club Alpino Italiano, composto ormai da oltre 300.000 soci, é fatta soprattutto di entusiasmo e di volontariato: sono queste le forze trainanti che hanno reso possibile un ampio ventaglio di realizzazioni a favore della montagna e dei suoi frequentatori, rifugi, bivacchi, sentieri : a proposito di rifugi ricordiamo che il primo rifugio del sodalizio fu costruito sopra Oncino in località Alpe Alpetto a quota 2300 metri.

Nel 1905 nacque la Sezione di Saluzzo, anche se già nel 1895 si rileva da un documento “della questione della Sezione di Saluzzo”.

Una delle prime peculiarità del club é stata la creazione del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico che nel corso degli anni ha assunto il ruolo vero e proprio di un servizio di protezione civile non solo per gli alpinisti ma per tutta la gente di montagna. Nell’anno 1956 la sede centrale affidava alla Sezione Monviso il compito di organizzare la 14° Zona e Delegazione del Soccorso Alpino che si compose prima della stazione Saluzzo-Verzuolo con una squadra di 15 persone e in seguito di quella di Casteldelfino per la Valle Varaita e di Crissolo per la Valle Po. Si arrivava così nel volgere di pochi anni ad una forza effettiva tra volontari e guide di cinquanta persone circa che operarono in uno spirito di volontariato puro uniti solamente dalla solidarietà e dall’amicizia.

Da anni operano presso la Sezione le scuole di Alpinismo e Sci-alpinismo, si è costituita la scuola di Escursionismo e opera la commissione di Alpinismo Giovanile, con un nutrito numero di iniziative per i Soci. Nella serata di apertura è disponibile la biblioteca sezionale, composta da libri e guide escursionistiche. Si cura, inoltre il buon funzionamento dei Rifugi Vallanta, Unerzio e Stroppia, di proprietà, oltre al Rifugio Quintino Sella, proprietà della Sede Centrale. Presidente della Sezione dal 2009 è il Sig. Gagliardone Carlo.

All’inizio degli anni settanta, tra alcuni Carmagnolesi, iscritti a varie sezioni CAI della zona prese l’iniziativa di un accorpamento, principalmente per iniziativa del Sig. Asteggiano e con il supporto della locale sezione ANA. Si organizzo così un “gruppo CAI che organizzava gite invernali e estive, serate e si occupo della risistemazione del Rifugio Carmagnola. Nell’estate 1977 si arrivo alla costituzione della sottosezione CAI di Carmagnola, dal 2009 è Reggente il Sig. Mulassano Giuseppe e associa oltre 200 iscritti

Le Sezioni che compongono il club sono 465 con 313 Sottosezioni, numerose sono quelle che organizzano scuole e corsi riguardanti le varie discipline montane favorendo in tal modo un elevatissimo numero di persone che si accostano alla montagna con sicurezza e simpatia, a cominciare dall’Alpinismo Giovanile dove i ragazzi dagli otto ai diciotto anni acquisiscono conoscenze culturali e abilità tecniche utili per vivere l’ambiente montano con allegria e sicurezza e dove imparano soprattutto a vivere in gruppo. La Commissione Alpinismo Giovanile della sezione di Saluzzo nacque nel lontano 1985 per opera di alcuni volenterosi iscritti alla nostra sezione e in tutti questi anni di attività si sono indirizzati verso l’amore per la montagna decine di ragazzi accompagnandoli, a piccoli passi, sui sentieri impervi della conoscenza dell’ambiente che ci circonda.

Per quando riguarda poi l’alpinismo vero e proprio, la Commissione Nazionale Scuole di Alpinismo e di Sci Alpinismo nasce nel 1937 ed ha lo scopo di promuovere e favorire lo sviluppo sia dell’alpinismo che dello scialpinismo come dell’arrampicata libera in tutti i loro aspetti tecnici e culturali con particolare attenzione ai problemi della prevenzione degli infortuni in montagna. Con un’altra denominazione ma sempre con lo scopo di insegnare l’arte di affrontare la montagna in sicurezza, anche nella sezione Monviso nasce, il 25 luglio 1966, il primo Corso di escursionismo Alpino: la grotta di Rio Martino accoglie il primo gruppo di allievi e, in seguito, una traversata di 15 giorni nelle Alpi Cozie con salita al Monviso conclude positivamente questa esperienza. Fino al 1982 verrà mantenuta questa formula di corso di alta montagna della durata di una settimana in quota, mentre negli anni successivi si opterà per le lezioni teoriche settimanali in sede e le uscite pratiche alla domenica.

Sempre nell’ambito dell’alpinismo ma vissuto in ambiente invernale , il 1969 vide la nascita della Scuola Sezionale di scialpinismo che conobbe sin dall’inizio un elevato numero di iscritti e mantenne, nel corso degli anni, oltre ad una buona preparazione tecnica, uno spirito di grande familiarità tra istruttori e allievi.

Ed infine, non possiamo dimenticare l’escursionismo che ha conosciuto un notevole e diversificato sviluppo nel corso degli anni, da quello scientifico dei padri fondatori, alla ricerca e all’esplorazione.

Per rimarcare la presenza di tale disciplina dentro e fuori dal sodalizio, é stato elaborato, nella seconda metà del 1995, il logo “CAI Escursionismo” che da allora caratterizza ed identifica l’attività nel settore: il simbolo contiene sullo sfondo il Monviso stilizzato e la bandierina rosso-bianco-rosso della sentieristica CAI. Dopo la positiva esperienza del “Camminitalia” nel 1995 voluta ed ideata da Teresio Valsesia, l’escursionismo ha conosciuto un grande momento di promozione e di sviluppo riscoprendo luoghi e culture a volte dimenticati e proponendosi come un’attività turistico-economica significativa. E anche questa disciplina, all’interno della nostra Sezione, ha una sua Scuola ancora in “tenera” età (1998) ma voluta e formata da un gruppo di soci con anni di esperienza su e giù per i monti affiancati da giovani accompagnatori sezionali con i quali si é sviluppato un grande affiatamento: l’esperienza degli “anziani” e l’entusiasmo dei giovani hanno trovato un felice connubio finalizzato alla conoscenza della montagna nei suoi vari aspetti.

Proprio per diffondere e promuovere le varie discipline del CAI nella sicurezza sono stati organizzati dalle Commissioni Regionali dei corsi per la formazione di “Accompagnatori” nel caso dell’escursionismo e dell’alpinismo giovanile e di “Istruttori” per quanto riguarda l’alpinismo e lo scialpinismo: sono tutti comunque “uomini” del territorio”, competenti, che conoscono la cultura e la natura dei luoghi in cui si trovano ad operare e devono essere dotati di un bagaglio tecnico e psicologico sufficiente per risolvere situazioni difficili con gruppi in montagna.

In Sede vi è anche, a disposizione dei soci, una ricca biblioteca ove è possibile consultare e avere in prestito le principali pubblicazioni in materia di montagna e alpinismo.

Tesseramento Sociale anno 2026

Quote sociali anno 2026, come deliberato dall’Assemblea Ordinaria dei Soci, non si prevedono aumenti rispetto agli anni sociali precedenti:

  • Socio Ordinario            € 47,00
  • Socio Juniores             € 24,00 Socio dai 18 ai 25 anni per i nati dal 2001 al 2008 (stessi diritti dei soci ordinari)
  • Socio Familiari             € 24,00 oltre 25 anni, convivente con ordinario, stesso indirizzo di residenza
  • Socio Giovani               € 17,00 minore di 18 anni da anno 2009 e seguenti
  • 2° Socio Giovane           € 9,00 se convivente con socio ordinario, stesso indirizzo di residenza
  • Quota di 1° iscrizione     € 5,00
  • Spedizione bollino/i presso la propria residenza € 2,00 da aggiungere al pagamento della quota associativa

In fase di iscrizione o rinnovo, si prega di comunicare una e-mail valida per l’invio delle comunicazione da parte della sezione e accedendo ad internet, la sede centrale invita i soci ad iscriversi a “MY CAI”, dove si potranno aggiornare i propri dati e avere vari dati di interesse associativo

Inoltre, verrà chiesto a tutti i Soci Giovani di sottoscrivere la liberatoria per utilizzo immagini per attività promozionale.

Integrazione assicurazione per l’aumento dei massimali
L’iscrizione al CAI comporta la copertura di un’assicurazione infortunistica durante l’attività sociale. Anche per il 2026 è possibile integrare l’assicurazione infortunistica per attività sociale, con decorrenza dal giorno successivo all’iscrizione e fino al 31/03/2027
Integrazione assicurazione infortunistica: € 5,15

Copertura assicurativa per l’attività individuale in montagna
I Soci in regola con il tesseramento 2026 potranno accedere, previo pagamento della rispettiva quota, all’attivazione delle polizze per “Copertura infortuni in attività individuale” e/o “Copertura responsabilità civile in attività individuale”, con decorrenza dal giorno successivo al rinnovo, ma comunque non prima del 01/01/2026, con copertura fino al 31/12/2026

Abbonamento Rivista CAI
L’iscrizione al CAI comporta l’abbonamento alla Rivista CAI per i soci ordinari o per i giovani non conviventi con un ordinario.
Sottoscrizioni abbonamento alla Rivista CAI per categorie di Soci non avendone diritto automaticamente:

  • Soci familiari   €    10,00

Supplemento spese postali per recapito all’estero

  • supplemento per la rivista cartacea, con invio all’estero € 13,00
Da gennaio 2026 la rivista Alpidoc diventa digitale, consultabile sul sito https://www.alpidoc.it. Sarà possibile avere le due copie cartacee previo pagamento di una quota di € 9,00, comprensivo di stampa e spedizione.

Punti di tesseramento 2026

  •     Sede Sociale CAI “Monviso”, Palazzo Italia, Piazza Cavour, 12 – Saluzzo (il venerdì sera dalle ore 21 alle ore 22.30)
  •     Tabaccheria Vada – Via Spielberg, 66 – Saluzzo
  •     Peirano Sport – Via Carlo Alberto Dalla Chiesa, 2/M – Manta
  •     Giacottino Franco – Regione Giordani, 11 – Paesana
  •     Bernardi Sport – Via Roma, 1 – Sampeyre (sconto 10% ai soci della sezione per acquisto di materiali)

Rinnovo iscrizione
Anche per il 2026 si può rinnovare l’iscrizione tramite:

  • bonifico bancario IBAN IT33R0538746770000038000165,  intestato a CAI sezione “MONVISO” Saluzzo, specificando chiaramente nome, cognome di chi rinnova. L’avvenuto pagamento dovrà essere comunicato tempestivamente alla Sezione, in caso di riiscrizione, (mancato rinnovo anno 2019) dovranno pervenire i documenti firmati legati alla tutela della privacy, compilati in tutte le loro parti con i dati richiesti. La modulistica può essere scaricata dal sito nella sezione Tesseramento\Modulisca, richiesta a bonificacai@gmail.com o telefonicamente per invio postale il venerdì sera in sezione o contattare il 3355606712
  • utilizzare il servizio Satispay cercando “CAI Monviso Saluzzo” oppure utilizzando il QRCode e comunicare il pagamento al 3355606712, utilizzando il servizio di WhatsApp
  • La documentazione deve essere inviata a bonificacai@gmail.com o tramite servizio postale all’indirizzo sezionale.
  • Non è prevista la prima iscrizione tramite sevizio telematico

L’avvenuto pagamento dovrà essere comunicato tempestivamente alla Sezione, in caso di reiscrizione (mancato rinnovo anno 2019) dovranno pervenire i documenti firmati legati alla tutela della privacy, compilati in tutte le loro parti con i dati richiesti. Una nuova iscrizione dovrà essere effettuata presso la sede sociale o un punto di tesseramento. Non è possibile effettuare a distanza una nuova iscrizione.

La modulistica può essere scaricata dal sito nella sezione Documenti\Modulistica, richiesta a bonificacai@gmail.com o richiesta telefonicamente per invio postale il venerdì sera in sezione.
La documentazione deve essere inviata a bonificacai@gmail.com o tramite servizio postale all’indirizzo sezionale.

Ulteriori riviste e comunicazioni ai Soci
Con l’iscrizione al sodalizio, i Soci Ordinari riceveranno 6 numeri della Rivista CAI, 2 numeri del bollettino “CAI Saluzzo” e l’opuscolo dell’attività sezionale.


Care/i socie/i, Vi informiamo che la sezione CAI Monviso di Saluzzo ha necessità di un supporto tecnico contabile.

Come sapete la nostra sezione offre molti servizi a tutti gli iscritti (che sonooltre 1.000!) naturalmente questo comporta molti adempimenti oggi necessari a tutte le associazioni di volontari del 3° settore.
Abbiamo bisogno ora di un supporto: ci occorre una/un segretaria/o che ci aiuti nella contabilità.
L’invito è rivolto a tutti i soci che abbiano un minimo di esperienza in contabilità e che siano disposti a spendere un pò del loro tempo libero per la sezione.
Tutto il direttivo del Cai Saluzzo ringrazia anticipatamente chi si proporrà e assicura il suo sostegno per l’incarico.

Per info contattare il Presidente Sig. Riccardo Botta 3386560757 o inviare email a info@caisaluzzo.it e verrete contattati.

Statuto

STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE

“Club Alpino Italiano – Sezione “Monviso” Saluzzo”

TITOLO I – DENOMINAZIONE, SEDE, DURATA, NATURA

 

Articolo 1

Denominazione, sede, durata

E’ stata costituita in data 15 luglio 1905 l’Associazione denominata “Club Alpino Italiano – Sezione “Monviso” Saluzzo” (sigla C.A.I. – Sezione di Saluzzo), struttura territoriale del Club Alpino Italiano, di cui fa parte a tutti gli effetti.

E’ soggetto di diritto privato, dotato di un proprio ordinamento che le assicura una autonomia organizzativa, funzionale e patrimoniale.

L’Associazione ha durata illimitata e sede legale in Saluzzo.

Articolo 2

Natura

L’Associazione, che non ha scopo di lucro, è indipendente, apartitica, aconfessionale, improntata a principi di democraticità, ed uniforma il proprio ordinamento allo Statuto ed al Regolamento Generale del Club Alpino Italiano.

 

TITOLO II – SCOPI E MEZZI

Articolo 3

Scopi

L’Associazione ha per scopo di promuovere l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specie quelle del territorio in cui si svolge l’attività sociale, e la tutela del loro ambiente naturale.

Per conseguire tali scopi, provvede:

a) alla realizzazione, alla manutenzione ed alla gestione di rifugi e bivacchi;

b) al tracciamento, alla realizzazione e alla manutenzione di sentieri, opere alpine e attrezzature alpinistiche, anche in collaborazione con le Sezioni consorelle competenti;

c) alla diffusione della frequentazione della montagna e alla organizzazione di iniziative ed attività alpinistiche, escursionistiche, sci-escursionistiche, sci-alpinistiche, speleologiche, naturalistiche, dell’alpinismo giovanile e di quelle ad esse propedeutiche;

d) alla indizione e programmazione in accordo con le apposite scuole competenti in materia oppure alla organizzazione e gestione di corsi di addestramento per le attività alpinistiche, escursionistiche, sci-escursionistiche, sci-alpinistiche, speleologiche, naturalistiche, dell’alpinismo giovanile e di quelle ad esse propedeutiche;

e) alla programmazione e collaborazione, con le apposite Scuole del C.A.I. competenti per materia, per la formazione di Soci dell’Associazione come istruttori di alpinismo e sci-alpinismo e come accompagnatori per lo svolgimento delle attività di cui alle lettere c) e d);

f) alla promozione, anche in collaborazione con enti ed Associazioni locali, di attività scientifiche, culturali, artistiche e didattiche per la diffusione della conoscenza di ogni aspetto della montagna;

g) alla promozione di ogni iniziativa idonea alla tutela ed alla valorizzazione dell’ambiente montano;

h) alla organizzazione, anche in eventuale collaborazione con altre Sezioni, di idonee iniziative tecniche per la vigilanza e la prevenzione degli infortuni nello svolgimento delle attività alpinistiche, escursionistiche, sci-escursionistiche, sci-alpinistiche, speleologiche, naturalistiche, dell’alpinismo giovanile, nonchè a collaborare con il C.N.S.A.S. (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) al soccorso di persone in stato di pericolo ed al recupero di vittime;

i) a pubblicare il periodico sezionale denominato “CAI Monviso – Saluzzo” del quale è editrice e proprietaria;

j) a provvedere alla sede dell’Associazione, a curare la biblioteca, la cartografia e l’archivio.

Articolo 4

Patrimonio ed Entrate sociali

Il patrimonio sociale è costituito:

– dai beni mobili ed immobili di proprietà dell’Associazione;

– da eventuali fondi di riserva costituiti con l’eccedenza di bilancio;

– da qualsiasi altra somma che venga erogata da enti o privati.

Le entrate sociali sono costituite:

– dalle quote associative annuali nella parte di spettanza della Sezione;

– dai canoni dei rifugi ed altri introiti sui beni sociali;

– dai contributi di Soci benemeriti ed enti pubblici; da altre donazioni, proventi o lasciti.

I fondi liquidi dell’Associazione, non necessari per le esigenze di cassa, devono essere depositati in un conto corrente bancario o postale intestato all’Associazione stessa.

I Soci non hanno alcun diritto sul Patrimonio sociale.

E’ vietata la distribuzione fra i Soci, anche in modo indiretto, di utili, avanzi di gestione, fondi, riserve o capitali.

 

TITOLO III – ANNO SOCIALE

Articolo 5

Anno ed Esercizi sociali

L’Anno sociale decorre dal 1° gennaio al 31 dicembre.

Gli Esercizi sociali si chiudono al 31 dicembre di ogni anno.

Alla chiusura di ogni Esercizio il Consiglio Direttivo redige il bilancio, che va presentato all’Assemblea Ordinaria dei Soci per l’approvazione.

 

TITOLO IV – SOCI

Articolo 6

Categorie di Soci

Sono previste le seguenti categorie di Soci: benemeriti, ordinari, familiari.

a) Sono Soci benemeriti le persone giuridiche che conseguono l’iscrizione ad una Sezione e versano alla stessa un notevole contributo;

b) sono Soci ordinari le persone fisiche di età maggiore di anni diciotto;

c) sono Soci familiari i componenti del nucleo familiare del Socio ordinario, con esso conviventi, di età maggiore di anni diciotto;

d) coloro che non hanno raggiunto la maggiore età, denominati per ragioni di opportunità Soci giovani, potranno collaborare con tempi e modalità da determinarsi con opportuno Regolamento interno, previo il consenso scritto dei genitori o di chi ne fa le veci.

E’ ammessa, nel rispetto della vigente normativa, l’adesione al Club Alpino Italiano di cittadini stranieri.

Articolo 7

Iscrizione e trasferimento

Chiunque intenda aderire al Club Alpino Italiano deve presentare domanda al Consiglio Direttivo della Sezione su apposito modulo. Se minore di età la domanda deve essere firmata anche dai genitori o da chi ne fa le veci.

Il Consiglio Direttivo decide sull’accettazione a suo insindacabile giudizio.

La domanda presentata nell’ultimo bimestre dell’anno ha effetto per l’anno successivo.

L’adesione al sodalizio è rinnovata automaticamente per gli anni successivi con il pagamento della quota associativa prevista.

Nel corso dello stesso anno sociale il Socio può essere iscritto presso una sola Sezione.

Con la domanda il richiedente si impegna ad osservare le norme dello Statuto, del Regolamento Generale e sezionale, nonchè le norme emanate dai competenti Organi sezionali.

Il Socio è libero di iscriversi presso una qualsiasi Sezione.

Il trasferimento da una Sezione ad un’altra deve essere comunicato immediatamente alla Sezione di provenienza dalla Sezione presso la quale il Socio intende iscriversi. Il trasferimento ha effetto immediato dalla data della comunicazione.

Articolo 8

Diritti e doveri dei Soci

I Soci della Sezione hanno diritto a:

– se maggiorenni, votare nelle Assemblee della loro Sezione con esercizio dell’elettorato attivo e passivo;

– ricevere le pubblicazioni sociali a seconda delle rispettive categorie, in conformità alle delibere dei competenti Organi sezionali;

– frequentare la Sede sociale ed usufruire della biblioteca, dei materiali e dell’attrezzistica in dotazione alla Sezione, seguendo norme, limiti, regolamenti fissati dal Consiglio Direttivo;

– partecipare alle attività della Sezione;

– beneficiare di un trattamento di favore in tutti i rifugi del Club Alpino Italiano;

– fregiarsi del distintivo sociale e riceverne uno “speciale” se iscritti ininterrottamente al C.A.I. da 25 anni, 50 anni, 60 anni e 75 anni.

I Soci della Sezione hanno il dovere di corrispondere:

– la quota di ammissione, comprensiva del costo della tessera;

– la quota associativa annuale;

– il contributo ordinario annuale per le pubblicazioni sociali e per le coperture assicurative;

– eventuali contributi straordinari destinati a fini istituzionali.

Articolo 9

Quota associativa

La quota associativa è intrasmissibile e non rivalutabile.

Articolo 10

Perdita della qualità di Socio

La qualità di Socio si perde per morte, per dimissioni, per morosità, per provvedimento disciplinare o per estinzione della persona giuridica che abbia conseguito l’iscrizione come Socio benemerito.

Articolo 11

Morosità

Il Socio è considerato moroso se non rinnova la propria adesione, versando la quota associativa annuale, entro il 31 marzo di ciascun anno sociale. L’accertamento della morosità è competenza del Consiglio Direttivo sezionale.

Non si può riacquistare la qualifica di Socio, mantenendo l’anzianità di adesione, se non previo pagamento alla Sezione, alla quale si era iscritti, delle quote associative annuali arretrate.

Il Socio di cui sia stata accertata la morosità perde tutti i diritti spettanti ai Soci e non può partecipare alla vita sezionale, né usufruire dei servizi sociali, né ricevere le pubblicazioni.

Articolo 12

Procedure disciplinari

Il Consiglio Direttivo può adottare, nei confronti del Socio che tenga un contegno non conforme ai principi informatori del Club Alpino Italiano ed alle regole della corretta ed educata convivenza, i provvedimenti previsti dal Regolamento Disciplinare.

Contro i provvedimenti disciplinari il Socio può presentare ricorso a norma del citato Regolamento.

Articolo 13

Dimissioni

Il Socio può recedere dal Club Alpino Italiano in qualsiasi momento; le dimissioni devono essere presentate per iscritto al Consiglio Direttivo della Sezione, sono irrevocabili ed hanno effetto immediato, senza diritto alla restituzione dei ratei della quota sociale versata o di altre somme corrisposte all’Associazione a qualunque titolo.

 

TITOLO V – AMMINISTRAZIONE SOCIALE

Articolo 14

Organi della Sezione

La Sezione gode di piena autonomia e libertà d’azione e, nell’osservanza delle norme statutarie e regolamentari, amministra in modo ordinario e straordinario il suo patrimonio.

Sono Organi della Sezione:

– l’Assemblea dei Soci;

– il Consiglio Direttivo;

– il Presidente;

– il Vicepresidente;

– il Segretario;

– il Collegio dei Revisori dei Conti.

Articolo 15

Gratuità delle cariche

Le cariche sono elettive ed a titolo gratuito. La gratuità delle cariche esclude esplicitamente l’attribuzione e l’erogazione al Socio di qualsiasi tipo di compenso comunque configurato, a partire dal momento della sua designazione ad una carica sociale, durante lo svolgimento del relativo mandato o attribuzione di incarico, nonchè per almeno tre anni dopo la loro conclusione. Lo stesso principio si applica per l’attribuzione di incarichi negli organi tecnici sezionali.

 

TITOLO VI – ASSEMBLEA DEI SOCI

Articolo 16

Natura e funzioni

L’Assemblea dei Soci è l’organo sovrano dell’Associazione e rappresenta tutti i Soci.

Essa è costituita da tutti i Soci e le sue deliberazioni vincolano anche gli assenti ed i dissenzienti.

Hanno diritto ad intervenire all’Assemblea ed hanno diritto di voto tutti i Soci in regola con il pagamento della quota sociale.

Ogni Socio può farsi rappresentare tramite delega scritta da un altro Socio; ogni Socio delegato non può portare più di tre deleghe.

I minori di età possono assistere all’Assemblea.

L’Assemblea:

– adotta lo Statuto ed i programmi annuali e pluriennali della Sezione;

– elegge il Consiglio Direttivo, il Collegio dei Revisori dei Conti ed i delegati all’Assemblea dei Delegati del Club Alpino Italiano nel numero assegnato, scelti tra i Soci maggiorenni della Sezione con le modalità stabilite dal presente Statuto, escluso il voto per corrispondenza;

– può nominare, su proposta del Consiglio Direttivo e con voto segreto, Presidente Onorario della Sezione quel Socio che per lunga e particolare attività alpinistica o scientifica abbia dato lustro alla Sezione. Il Presidente Onorario può partecipare ai Consigli Direttivi con funzioni consultive;

– delibera le quote associative ed i contributi a carico dei Soci, per la parte destinata alla Sezione ed eccedente le quote stabilite dall’Assemblea dei Delegati;

– approva l’operato del Consiglio Direttivo, i bilanci di esercizio e la relazione del Presidente;

– delibera l’acquisto, l’alienazione di immobili o la costituzione di vincoli reali sugli stessi;

– delibera lo scioglimento della Sezione;

– delibera sulle modificazioni da apportare allo Statuto sezionale in unica lettura;

– delibera su ogni altra questione contenuta nell’ordine del giorno che le venga sottoposta dal Consiglio Direttivo, dai Revisori dei Conti, dalla Direzione delle Sottosezioni o da almeno 1/25 (un venticinquesimo) dei Soci aventi diritto al voto.

Articolo 17

Convocazione dell’Assemblea

L’Assemblea Ordinaria dei Soci è convocata due volte all’anno e precisamente entro:

– novembre per l’approvazione del bilancio preventivo relativo all’esercizio finanziario successivo;

– marzo per l’approvazione del conto consuntivo relativo all’esercizio finanziario precedente. Nell’Assemblea di marzo si proclamano i Soci iscritti da 25, 50, 60 e 75 anni ed ogni tre anni si nominano i Soci che ricoprono le cariche sociali.

L’Assemblea Straordinaria dei Soci può essere convocata ogni qual volta il Consiglio Direttivo lo ritenga necessario o quando ne venga inoltrata richiesta da parte del Collegio dei Revisori dei Conti della Sezione oppure da almeno 1/5 (un quinto) dei Soci maggiorenni. Tale richiesta va presentata al Consiglio Direttivo che fissa data e luogo entro trenta giorni.

La convocazione delle Assemblee viene fatta dal Presidente o da chi ne fa le veci su deliberazione del Consiglio Direttivo, mediante un avviso contenente l’Ordine del Giorno da comunicare ai Soci con mezzi appropriati e con preavviso di almeno cinque giorni. Contestualmente l’avviso di convocazione va affisso nella Sede sociale e nelle bacheche sezionali.

Articolo 18

Argomenti di discussione

Sono ammessi alla discussione dell’Assemblea Ordinaria tutti gli argomenti inseriti nell’Ordine del Giorno dal Consiglio Direttivo o quelli per i quali sia stato richiesto l’inserimento entro 3 (tre) giorni dalla data fissata per l’Assemblea, da parte dei Revisori dei Conti, dalla Direzione delle Sottosezioni o da almeno 1/25 (un venticinquesimo) dei Soci aventi diritto al voto.

Articolo 19

Validità e voto

Per la validità delle sedute è necessaria, in prima convocazione, la presenza di persona o per delega di almeno la metà degli aventi diritto al voto; in seconda convocazione, che potrà tenersi a non meno di un’ora di distanza dalla prima convocazione, l’Assemblea è validamente costituita qualunque sia il numero dei presenti.

Articolo 20

Deliberazioni

Le deliberazioni dell’Assemblea sono prese a maggioranza di voti mediante votazioni per alzata di mano o appello nominale o a scrutinio segreto, secondo la modalità decisa dalla maggioranza dei Soci presenti aventi diritto al voto.

Le deliberazioni concernenti l’acquisto, l’alienazione o la costituzione di vincoli reali su immobili devono essere approvate con la maggioranza qualificata dei due terzi dei Soci presenti aventi diritto al voto; tali deliberazioni non acquistano efficacia se non dopo l’approvazione da parte del Comitato centrale di Indirizzo e di Controllo.

Le modificazioni del presente Statuto devono essere approvate con le maggioranze di cui al successivo articolo 41.

La deliberazione di scioglimento dell’Associazione deve essere approvata con la maggioranza qualificata di cui al successivo articolo 42.

Articolo 21

Nomina alle cariche sociali

Le cariche sociali sono elettive ed a titolo gratuito.

Per la designazione e per l’elezione alle cariche sociali il voto è libero, in quanto l’elettore ha diritto di esprimere il proprio voto a favore di qualsiasi Socio eleggibile, anche se non indicato ufficialmente come candidato alla carica. La designazione va espressa su scheda segreta: è escluso pertanto dal procedimento di designazione o di elezione ogni altro tipo di votazione, inclusa quella per acclamazione. A parità di voti è eletto il Socio con maggior anzianità di iscrizione al C.A.I.. Sono esclusi dal computo i voti di astensione.

Nessun socio può trovarsi eletto contemporaneamente a più di una carica sociale.

Articolo 22

Presidente e Segretario dell’Assemblea

L’Assemblea nomina di volta in volta il proprio Presidente.

Non può essere eletto Presidente dell’Assemblea chi ricopre una carica sociale. Il Presidente sceglierà il Segretario e, se necessario, tre scrutatori.

Spetta al Presidente constatare la regolarità delle deleghe ed in genere il diritto di intervento in Assemblea.

Il verbale dell’Assemblea è firmato dal Presidente e dal Segretario; i verbali di scrutinio devono esser firmati dal Presidente dell’Assemblea, dal Segretario e dagli scrutatori.

 

TITOLO VII – CONSIGLIO DIRETTIVO

Articolo 23

Natura e funzioni

Il Consiglio Direttivo è l’organo esecutivo dell’Associazione; esso si compone di nove Consiglieri, eletti dall’Assemblea tra i Soci.

Nella prima riunione il Consiglio Direttivo nomina fra i suoi componenti il Presidente, il Vicepresidente ed il Segretario. Quest’ultimo può anche essere scelto tra i Soci e può non far parte del Consiglio Direttivo ed in tal caso non ha diritto di voto.

Il Presidente, il Vicepresidente ed il Segretario costituiscono il Comitato di Presidenza con il compito di curare l’esecutività delle deliberazioni del Consiglio Direttivo.

Al Consiglio Direttivo spettano i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, fatte salve le limitazioni contenute nel presente Statuto ed altresì nello Statuto e nel Regolamento Generale del C.A.I., nonchè le disposizioni di legge dettate dai capi I e II del titolo secondo del libro I del Codice Civile.

Tra le principali funzioni, a mero titolo esemplificativo, il Consiglio Direttivo provvede a:

– convocare l’Assemblea dei Soci;

– proporre all’Assemblea dei Soci i programmi annuali e pluriennali della Sezione;

– redigere, collazionare e riordinare le modifiche dello Statuto della Sezione;

– porre in atto le deliberazioni dell’Assemblea dei Soci;

– adottare gli atti ed i provvedimenti secondo le direttive impartite dall’Assemblea dei Soci, per i quali è responsabile in via esclusiva dell’amministrazione, della gestione e dei relativi risultati;

– curare la redazione dei bilanci di esercizio della Sezione;

– deliberare la costituzione di nuove sottosezioni con le modalità previste dal presente Statuto;

– deliberare i provvedimenti disciplinari nei confronti dei Soci;

– deliberare la costituzione o lo scioglimento di Commissioni, Gruppi e Scuole e coordinarne l’attività;

– curare l’osservazione dello Statuto e del Regolamento Generale del C.A.I. e del presente Statuto sezionale;

– proclamare i Soci venticinquennali, cinquantennali, sessantennali e settantacinquennali.

Articolo 24

Durata e scioglimento

I Consiglieri durano in carica tre anni e sono sempre rieleggibili. Il Presidente è rieleggibile una prima volta e lo può essere ancora dopo almeno un anno di interruzione.

Il Consiglio Direttivo dichiara decaduti dalla carica i componenti che, senza giustificato motivo, non siano intervenuti a tre riunioni consecutive. Al Consigliere venuto a mancare per qualsiasi motivo subentra il primo dei non eletti con la stessa anzianità del sostituto.

Qualora vengano a mancare la metà dei componenti originali, si deve convocare l’Assemblea per la elezione dei Consiglieri mancanti entro il termine di trenta giorni. I nuovi eletti assumono l’anzianità dei sostituti.

In caso di dimissioni dell’intero Consiglio Direttivo, il Collegio dei Revisori dei Conti, entro quindici giorni, convoca l’Assemblea dei Soci da tenersi nei successivi trenta giorni dalla convocazione per l’elezione del nuovo Consiglio Direttivo.

Articolo 25

Convocazione

Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente, dal Vicepresidente o dal Consigliere anziano, o a richiesta di almeno un terzo dei Consiglieri, di regola una volta al mese mediante un avviso contenente l’Ordine del Giorno, il luogo, la data e l’ora di convocazione ed inviato almeno due giorni prima della riunione, salvo i casi di urgenza.

Articolo 26

Partecipazione alle sedute

Alle sedute del Consiglio Direttivo presenziano di diritto i Revisori dei Conti ed i Past President sezionali.

Il Presidente può altresì invitare, con il consenso del Consiglio Direttivo, rappresentanti di Sottosezioni o di Gruppi, membri di Scuole o Commissioni, persone anche estranee al sodalizio, qualora lo ritenga utile o necessario.

Articolo 27

Validità delle riunioni e votazione

Le riunioni del Consiglio Direttivo, per essere valide, devono essere presiedute dal Presidente o, in caso di sua mancanza od impedimento, dal Vicepresidente.

Il Consiglio è validamente costituito con la presenza della maggioranza dei suoi componenti e delibera con il voto favorevole della maggioranza dei Consiglieri presenti; a parità di voti prevale quello di chi presiede.

Articolo 28

Verbali

I verbali del Consiglio Direttivo, redatti a cura del Segretario, vengono sottoscritti dal Segretario stesso e dal Presidente.

Qualunque Socio può chiedere in visione i verbali relativi alle sedute del Consiglio.

 

TITOLO VIII – PRESIDENTE

Articolo 29

Compiti e nomina

Il Presidente è il legale rappresentante della Sezione: ha i poteri di rappresentanza verso terzi; ha la firma sociale ed assolve, a titolo esemplificativo e non esaustivo, le seguenti funzioni specifiche:

– sottoscrive la convocazione dell’Assemblea dei Soci;

– convoca e presiede le sedute del Consiglio Direttivo;

– presenta all’Assemblea dei Soci la relazione annuale accompagnata dal conto economico di esercizio e dallo stato patrimoniale della Sezione;

– pone in atto le deliberazioni del Consiglio Direttivo;

– in caso di urgenza, adotta i provvedimenti che sarebbero di competenza del Consiglio Direttivo, che dovranno essere ratificati dallo stesso Consiglio nella prima seduta utile.

Per candidarsi alla carica di Presidente della Sezione al momento della elezione deve aver maturato esperienza almeno triennale negli organi centrali o negli organi delle strutture territoriali o deve avere anzianità di iscrizione alla Sezione non inferiore a tre anni sociali completi.

 

TITOLO IX – VICEPRESIDENTE

Articolo 30

Natura e funzioni

Il Vicepresidente sostituisce il Presidente, con gli stessi poteri, in caso di suo impedimento od assenza.

 

TITOLO X – SEGRETARIO

Articolo 31

Natura e funzioni

Il Segretario redige i verbali delle riunioni del Consiglio Direttivo, dà attuazione alle delibere di questo organo e sovrintende ai servizi amministrativi della Sezione.

Ha la responsabilità della custodia dei fondi liquidi dell’Associazione.

 

TITOLO XI – COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI

Articolo 32

Natura e funzioni

Il Collegio dei Revisori dei Conti è l’organo di controllo contabile ed amministrativo della gestione finanziaria, economica e patrimoniale della Sezione.

E’ composto da tre membri nominati dall’Assemblea dei Soci, che rimangono in carica per un triennio e sono rieleggibili. Al suo interno elegge un Presidente che preferibilmente dovrà essere iscritto all’Albo dei Revisori dei Conti e che ha il compito di convocare e presiedere le sedute del Collegio.

Il Collegio si riunisce almeno una volta ogni tre mesi; alle sue riunioni si applicano le norme procedurali stabilite per il Consiglio Direttivo.

I Revisori dei Conti intervengono alle riunioni del Consiglio Direttivo sezionale, senza diritto di voto ed assistono alle sedute dell’Assemblea dei Soci.

E’ compito dei Revisori dei Conti:

– l’esame del conto economico, del bilancio consuntivo e del bilancio previsionale della Sezione, predisponendo apposita relazione da presentare all’Assemblea dei Soci;

– il controllo collegiale od individuale degli atti contabili della Sezione o della Sottosezione;

– la convocazione dell’Assemblea dei Soci nel caso di riscontro di gravi irregolarità contabili od amministrative o di impossibilità di funzionamento del Consiglio Direttivo.

 

TITOLO XII – DELEGATI

Articolo 33

Natura e funzioni

I delegati all’Assemblea dei Delegati del Club Alpino Italiano rappresentano, con il Presidente, la Sezione.

Vengono nominati annualmente dall’Assemblea dei Soci a norma delle disposizioni dello Statuto e del Regolamento Generale.

 

TITOLO XIII – SOTTOSEZIONI

Articolo 34

Costituzione

Il Consiglio Direttivo può, a norma e con le procedure previste dallo Statuto e dal Regolamento Generale del C.A.I., costituire una o più Sottosezioni; la Sottosezione fa parte integrante della Sezione agli effetti del tesseramento e del computo del numero dei delegati elettivi all’Assemblea dei Delegati del C.A.I..

I Soci della Sottosezione hanno gli stessi diritti dei Soci della Sezione, essendo a tutti gli effetti Soci della stessa. La Sottosezione dispone del grado di autonomia previsto dall’ordinamento della Sezione, ma in ogni caso non intrattiene rapporti diretti con la struttura centrale.

Ha un proprio ordinamento, che non può essere in contrasto con quello della Sezione e che è soggetto all’approvazione, anche nelle sue modifiche, da parte del Consiglio Direttivo della Sezione.

Nel rispetto dello Statuto Generale e dello Statuto sezionale nonchè delle disposizioni di legge dettate dai capi I e II del Titolo secondo del libro I del Codice Civile, si fa riferimento al Regolamento interno della Sezione.

 

TITOLO XIV – ORGANI TECNICI

Articolo 35

Natura e funzioni

Gli organi tecnici sezionali sono costituiti da Commissioni e da Scuole, i cui componenti vengono designati in base alle loro competenze specifiche dal Consiglio Direttivo sezionale, su proposta dei membri uscenti della rispettiva Commissione o Scuola, qualora non si tratti di una prima designazione. Il Consiglio Direttivo predispone un regolamento-quadro degli organi tecnici.

 

TITOLO XV – COMMISSIONI

Articolo 36

Natura e funzioni

Il Consiglio Direttivo può procedere alla nomina, tra i Consiglieri e gli altri Soci, di speciali Commissioni aventi competenza tecnica in specifici rami dell’attività associativa, determinandone il numero dei componenti, le funzioni, i poteri ed eventualmente la durata e la decadenza dall’incarico.

Il Consiglio Direttivo può altresì conferire ai singoli Soci incarichi vari di collaborazione, precisandone limiti e durata.

 

TITOLO XVI – GRUPPI

Articolo 37

Natura e funzioni

I Gruppi svolgono specifiche attività fra quelle rientranti negli scopi sociali, ovvero per l’organizzazione di attività fra Soci di uno stesso ambito territoriale.

Non sono dotati di soggettività distinta da quella della Sezione; conseguentemente non dispongono di autonomia patrimoniale ma solo di autonomia gestionale. Non intrattengono rapporti diretti con l’organizzazione centrale del C.A.I. e con gli enti territoriali.

Adottano un proprio regolamento, valido solo dopo l’approvazione da parte del Consiglio Direttivo sezionale.

Articolo 38

Costituzione

La costituzione di Gruppi può essere promossa dal Consiglio Direttivo o richiesta con domanda inoltrata da Soci ordinari e familiari della Sezione, con anzianità di iscrizione di almeno due anni. La domanda deve contenere una precisa indicazione dell’ambito e del territorio sul quale il Gruppo intende svolgere attività stabile e continuativa.

Non può essere costituito un Gruppo per divisione di un altro preesistente.

E’ vietata la costituzione di Gruppi di non Soci.

Articolo 39

Attività

Le attività dei Gruppi sono sottoposte alla vigilanza del Consiglio Direttivo Sezionale.

In caso di amministrazione autonoma, i Revisori dei Conti della Sezione provvedono alla verifica della contabilità dei Gruppi.

Articolo 40

Scioglimento

In caso di scioglimento del Gruppo che può, ove necessario, essere deliberato anche dal Consiglio Direttivo Sezionale, le attività patrimoniali restano acquisite al patrimonio della Sezione.

 

TITOLO XVII – MODIFICAZIONI ALLO STATUTO

Articolo 41

Modificazioni

Le modificazioni al presente Statuto devono essere deliberate da una Assemblea Straordinaria valida, in prima convocazione, con l’intervento di almeno 2/3 (due terzi) dei Soci ed in seconda convocazione con qualunque numero di intervenuti.

In entrambi i casi è richiesta la maggioranza qualificata dei 2/3 (due terzi) dei votanti.

 

TITOLO XVIII – SCIOGLIMENTO DELLA SEZIONE

Articolo 42

Scioglimento

La Sezione può essere sciolta con deliberazione presa a maggioranza dei 3/4 (tre quarti) di tutti i Soci aventi diritto al voto.

In caso di scioglimento la liquidazione deve farsi sotto il controllo del Collegio nazionale dei Revisori dei Conti del Club Alpino Italiano.

Le attività patrimoniali nette risultanti dalla liquidazione, da destinarsi a fini di utilità sociale, sono assunte in consegna ed amministrate per non più di tre anni dal Comitato Direttivo Regionale e dopo tale periodo restano acquisite al patrimonio dell’Associazione “Club Alpino Italiano – Regione Piemonte”.

 

TITOLO XIX – DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 43

Locali della Sede

Nei locali della Sede non possono svolgersi attività che contrastino con le attività istituzionali. Essi non possono essere utilizzati neppure temporaneamente da terzi, se non previo consenso del Consiglio Direttivo e, nei casi di urgenza, dal Presidente.

Articolo 44

Iniziative personali

Non sono ammesse iniziative personali in nome della Sezione ove non siano da questa autorizzate a mezzo dei suoi organi competenti. Non sono ammesse iniziative ed attività di singoli sia in concorrenza con quelle ufficialmente programmate dalla Sezione, sia a discapito delle medesime.

Articolo 45

Norma di richiamo

Per tutto quanto non è espressamente previsto dal presente Statuto si richiamano le disposizioni dello Statuto e del Regolamento Generale del C.A.I., le norme emanate dai competenti organi sociali nonchè le disposizioni di legge dettate dai capi I e II del titolo secondo del libro I del Codice Civile.

 

TITOLO XX – CONTROVERSIE

Articolo 46

Tentativo di riconciliazione

La giustizia interna al Club Alpino Italiano è amministrata su due gradi di giudizio: il primo a livello regionale, il secondo a livello centrale. Il Collegio Regionale o Interregionale dei Probiviri è l’organo giudicante di primo grado, il Collegio Nazionale dei Probiviri è l’organo giudicante di secondo grado. Le controversie che dovessero insorgere tra i Soci o fra i Soci ed organi periferici, relative alla vita sociale, non potranno essere deferite all’autorità giudiziaria, né al parere o all’arbitrato di persone o enti estranei al sodalizio, senza che prima vengano aditi gli organi competenti a giudicare, secondo le norme procedurali stabilite dallo Statuto, dal Regolamento Generale del C.A.I. e dal regolamento disciplinare, e non si sia esaurito nei suoi possibili gradi l’intero iter della controversia relativa.

 

TITOLO XXI – DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

Articolo 47

Entrata in vigore e modifiche

Il presente Statuto entra in vigore dopo l’approvazione del Comitato centrale di Indirizzo e Controllo e l’approvazione da parte dell’Assemblea dei Soci.

Il Consiglio Direttivo è autorizzato ad introdurvi le modifiche che siano richieste dal Comitato centrale di Indirizzo e Controllo in sede di approvazione.

Eventi

Rifugi

Rifugio Vallanta

Apertura: 15 giugno – 20 settembre
(Date approssimative, chiedere conferma telefonica)

Rifugio Unerzio

Il rifugio sorge nell’alta Valle Maira, nell’abitato di Pratorotondo.

Accesso

Periodo estivo: raggiungibile in auto deviando a sinistra all’ingresso dell’abitato di Acceglio,
seguendo le indicazioni per il vallone Unerzio – Chialvetta. Dal parcheggio: 2 minuti di cammino.
Periodo invernale: la strada è chiusa presso l’abitato di Chialvetta.
Il rifugio è raggiungibile in 1 ora di cammino, anche in presenza di neve.
Ritiro chiavi presso la locanda di Chialvetta.

Itinerari escursionistici

  • Traversata verso il Pian della Gardetta
  • Colle dell’Oserot
  • Monte Scaletta
  • Laghi di Roburent
  • Colle Ciarbonet
  • Colle del Feuillas

Rifugi e bivacchi raggiungibili

  • Rifugio della Gardetta
  • Bivacco Due Valli
  • Bivacco del Feuillas

Tempi di accesso

  • Dal parcheggio di Pratorotondo: 2 minuti
  • Dall’abitato di Chialvetta su sentiero: 1 ora
  • Dal Rifugio della Gardetta: 3 ore

Rifugio Stroppia

Il rifugio sorge nell’alta Valle Maira, alla base del primo salto della
cascata di Stroppia, a quota 2269 m.È aperto tutto l’anno, previo ritiro delle chiavi presso il bar di Chiappera.
Si raggiunge seguendo l’ardito sentiero che risale la bastionata rocciosa.
Dal rifugio si ammira la maestosa Rocca Provenzale e la Torre Castello.

Accesso

  • Da Chiappera seguendo il sentiero Dino Icardi: 1h 40 min

Itinerari escursionistici

  • Sentiero Dino Icardi
  • Bivacco Barenghi
  • Colle di Gipiera
  • Lago dei Nove Colori
  • Colle dell’Infernotto

Itinerari alpinistici

  • Brec de Chambeyron
  • Tête de la Frema
  • Brec de l’Homme

Rifugi e bivacchi raggiungibili

  • Bivacco Barenghi

Montagnaterapia

La Montagnaterapia nel CAI vol 1e 2 – 2020

IL CAI E LA MONTAGNATERAPIA

La montagna che cura: efficace metafora con cui si individua quella peculiare forma di attenzione all’altro che trova nella montagna il suo riferimento operativo e nella criticità individuale o nel limite funzionale oggettivo da superare la sua ragion d’essere. Ma il suo presupposto indefettibile è il volontariato, quel porsi al servizio e prendersi cura che costituisce il punto di forza di una Società che, qualora dovesse basarsi unicamente su attività remunerate, non basterebbe a se stessa. Da tempo, quasi come un portato naturale, all’interno del Club Alpino Italiano hanno preso vita, e si sono diffuse oltre l’immaginabile, attività, appunto, di Montagnaterapia, abbinando conoscenza dei luoghi montani e capacità di accompagnamento a competenze medico-sociologiche, per avvicinare all’ambiente montano, e alla sua ormai accertata valenza d’aiuto o di occasione per sperimentare quanto non si pensava accessibile, persone che si confrontano con problematiche apparentemente inconciliabili con l’andare in montagna. Ecco, allora, che l’appartenenza al nostro Sodalizio acquista un significato ulteriore, cha va a rafforzare le finalità storiche di tutela dell’ambiente e conoscenza delle Terre Alte, di formazione ed educazione alla loro corretta frequentazione, di soccorso agli infortunati, grazie a questa capacità di declinare la montagna o – meglio – la propria passione per la montagna, in qualcosa che va oltre. “Amo la vita. Tutto il mio tormento consiste nella paura di non poterne godere abbastanza a lungo e appieno. Le giornate mi sembrano troppo brevi. Il sole tramonta troppo presto. Le estati finiscono così in fretta”. Con questa profetica urgenza esistenziale Irene Nemirovsky, vittima del nazismo ad Auschwitz nel 1942, dice di un amore per la vita che appartiene – o dovrebbe appartenere – ad ognuno, a prescindere dalle proprie abilità o dalle difficoltà del momento e chi si occupa di Montagnaterapia si pone come strumento volontario di aiuto in questo progetto di benessere diffuso, senza nulla chiedere in cambio: ci sono sguardi riconoscenti che ripagano la generosità sincera ben oltre l’impegno che ha richiesto. In fondo, se è vero – come scriveva Cesare Pavese – che “L’offesa più atroce che si può fare a un uomo e negargli che soffra”, ecco che la Montagnaterapia sa cogliere queste sofferenze, contribuisce ad affrontarle, per poterle, poi, trasformare in nuove occasioni di vita e, quindi, di scoperta, di socialità, di obiettivi e di traguardi. CCE – GdL Montagnaterapia – Vers. 0 del 17/11/2020 6 E lo fa in modo essenziale, accompagnando in montagna, perché “Camminare è un linguaggio che acquieta l’anima, che dà ordine ai bagliori della mente”, come ricorda James Hillman, filosofo e psicoanalista, per cui “camminando siamo nel mondo, ci troviamo in un dato spazio particolare che il nostro camminarvi dentro trasforma in un luogo”. Un luogo che rende tutti gli operatori di Montagnaterapia protagonisti, umili quanto efficaci, di una quotidiana palingenesi sociale, consapevoli che “la felicità è un percorso, non una destinazione” (Madre Teresa di Calcutta). Ci insegnano, così, a non avere paura, a provare, a guardare l’altro che ha il nostro stesso desiderio di vita, a prendercene cura, rendendo speciali anche i nostri giorni.

Vincenzo Torti – Presidente Generale del Club Alpino Italiano

La Montagna che cura

La montagna è maestra del limite. Essa insegna, a chi vuole ascoltarla, come gestire e come non oltrepassare i limiti oggettivi della natura e quelli soggettivi della volontà di potenza dell’uomo che, istintivamente, tende trasgressivamente a superarli. Pertanto la “montagna-terapia”, nell’ambito del Club alpino italiano, non consiste nel circoscrivere l’impegno alla sola dimensione terapeuticosanitaria ma nello spingersi oltre in un orizzonte più ampio. Una prospettiva che intercetta, simultaneamente, le dimensioni materiale e immateriale, fisica e mentale della condizione umana. Il concetto di “montagna-che-cura” si può declinare, pertanto, sia nel senso de l’«aver-cura», sia in quello del «prendersicura». L’«aver-cura» si attua nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio della montagna, il «prendersi-cura» nella relazione d’aiuto con gli altri, con quelli che hanno bisogno di essere curati, custoditi, accompagnati. Cura, nell’accezione del filosofo Martin Heidegger, è responsabilità che ci si assume difronte all’alterità in maniera autentica, è sentire le cose e insieme co-sentire («con-patire») in rapporto con gli altri, è una forma compiuta di «empatia». Che cosa, se non la montagna, è capace di compiere questo miracolo?

Annibale Salsa – Past President del Club Alpino Italiano

Definizione di Montagnaterapia

“Con il termine MONTAGNATERAPIA si intende definire un originale approccio metodologico a carattere terapeutico-riabilitativo e/o socio-educativo, finalizzato alla prevenzione secondaria, alla cura ed alla riabilitazione degli individui portatori di differenti problematiche, patologie o disabilità; esso è progettato per svolgersi, attraverso il lavoro sulle dinamiche di gruppo, nell’ambiente culturale, naturale e artificiale della montagna. La Montagnaterapia rivolgendosi all’interezza e inscindibilità della persona e del sé, considerato nella fondamentale relazione con il contesto secondo il paradigma biopsicosociale, si pone l’obbiettivo della promozione di quei processi evolutivi legati alle dimensioni potenzialmente trasformative della montagna. La Montagnaterapia si attua prevalentemente nella dimensione dei piccoli gruppi, anche coordinati fra loro; utilizza controllate sessioni di lavoro a carattere psicofisico e psicosociale (con forte valenza relazionale ed emozionale), che mirano a favorire un incremento della salute e del benessere generale e, conseguentemente, un miglioramento della qualità della vita.”

(G.Scoppola e Coll. 2/2007)

Nella Montagnaterapia, per raggiungere gli obiettivi prefissati, gli interventi socio-sanitari si articolano e si integrano con le conoscenze culturali e le attività tecniche proprie delle discipline della montagna (frequentazione dell’ambiente montano, pratica escursionistica o alpinistica, sci, arrampicata, ecc.), per tempi brevi o per periodi della durata di alcuni giorni (sessioni residenziali), nel corso dell’intero anno. Il lavoro in ogni caso integra i trattamenti medici, psicologici e/o socio-educativi già in atto. Le attività di Montagnaterapia vengono progettate ed attuate prevalentemente nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale, o in contesti socio-sanitari accreditati, con la collaborazione del Club Alpino Italiano (che ne riconosce ufficialmente le finalità e l’Organizzazione Nazionale) e di altri Enti o Associazioni (accreditate) del settore. 2. Cenni storici Nel 1992, sul Corriere della Sera, in un articolo dal titolo “Malati di mente, alpinisti per guarire”, veniva descritta l’esperienza nata presso il Centro ospedaliero di “Bel Air” a Charleville Meziers in Francia: nel 1984 ad un infermiere, che svolgeva la sua attività nel reparto

 

Testi da “La Montagnaterapia nel CAI vol 1 e 2”

La montagnaterapia e il CAI “Monviso” Saluzzo

La sezione del CAI Saluzzo, con gli operatori del territorio dell’ASL CN 1 S.C. Psichiatria area nord, propone ad alcuni pazienti del CSM di Saluzzo (Centro Diurno “Punto a Capo”), attività di accompagnamento/scoperta del territorio montano e naturale. Il progetto si pone di favorire il rapporto con se stessi e con gli altri, di socializzare e di combattere l’isolamento che queste patologie pongono. Oltre ad acquisire e stimolare il riappropriarsi di autonomie e competenze in vari ambiti, oltre a prendere coscienza delle proprie possibilità di fare cose nuove e diverse dal consueto ambito di vita. Dopo la fine delle problematiche portate dal Covid, si riscontra un aumento delle problematiche su soggetti sempre più giovani.

Gli operatori dell’ASL di Saluzzo, è ormai da parecchi anni che organizzano, tutti i martedì, delle escursioni in ambiente collinare e cittadino, la sezione CAI provvede ad organizzare alcune escursioni in ambienti più “impegnativi”, utilizzando l’esperienza di alcuni Soci. Dalla stagione 2022, alle varie attività, sono intervenuti, oltre ai gruppi di Savigliano e Fossano, anche il gruppo di Mondovì, facente parte, tutti, dell’ASL CN S.C. Psichiatria area nord e i referenti delle varie sezioni, organizzano a turno, delle iniziative sul territorio. Da 3 anni, oltre alle consuete attività giornaliere, si organizza delle uscite di più giorni in ambiente montano, con pernottamento presso strutture convenzionate. Per queste attività, oltre ai soci volontari, dobbiamo ringraziare i contributi che la Sede Centrale mette a disposizione, ogni anno, per le sezioni che operano in questo ambito.

 

Gli obiettivi che si cerca di raggiungere durante l’attività

a) integrazione con l’ambiente e i territori, con la collaborazione degli operatori del CIM di Saluzzo e degli altri gruppi che collaborano nelle iniziative, sia durante la programmazione/preparazione dell’uscita che sul terreno durante l’attività motoria, di trasferire agli accompagnati la voglia di muoversi in autonomia e di sentirsi parte del gruppo che cambia e si integra nel tempo.

b) favorire l’integrazione tra vari gruppi che lavorano sul territorio (Savigliano, Cussanio (Fossano), Mondovì e Saluzzo) sia CAI che S. C. Psichiatria, favorire la socializzazione tra i vari partecipanti, sia appartenenti allo stesso gruppo che interagire con gli altri gruppi, sia opera-tori/accompagnatori che pazienti.

c) favorire la presa di coscienza da parte dei pazienti sulle loro reali possibilità di autonomia e di autostima e aiutarli nella comunicazione inter-personale.

Documenti

Biblioteca "Angelo Fresia”

Angelo Fresia, una vita per il CAI “Monviso” Saluzzo

Angelo Fresia è nato nel 1909, socio del CAI “Monviso” dal 1946 al 1989, deceduto il 12 gennaio 1990.

E’ sempre stato una persona molto disponibile alle varie iniziative della sezione, amante delle nostre montagne e uno dei primi soci, che si sono dati disponibili alla manutenzione e segnalazione dei sentieri delle nostre valli. Molto attivo nel funzionamento della sezione e nella cura dei primi libri che poteva essere l’inizio della biblioteca sezionale. Alla sua morte, per sua volontà, la sua consorte, la signora Vincenzina Vottero ha versato nella cassa sezionale, un lascito considerevole.

La biblioteca “Angelo Fresia”

Angelo non aveva lasciato disposizioni per l’utilizzo della donazione, il Direttivo ha destinato la somma, per l’acquisto degli scaffali e altro materiale per allestire la biblioteca, anche in previsione del trasferimento della sede sociale da via Palazzo di Città a piazza Cavour, Palazzo Italia.

Si è creduto di fare cosa gradita al caro amico scomparso, che alla sede e alla biblioteca, dedico tanto del suo tempo.

Con il trasferimento della sede nei nuovo locali a dicembre 1990, inizio la catalogazione del materiale presente, anche se il lavoro procedeva lentamente per mancanza di volontari con tempo libero.

Il 4 ottobre 1991, la biblioteca si arricchì di parecchi materiali, donati dalla vedova Bressy, in ricordo del marito, avv. Mario Bressy, past-presidente sezionale negli anni prima e dopo la seconda guerra mondiale.

Il 23 novembre 1991 altri libri arrivarono con la donazione di “Gigi Ventre” e “Vottero”

Nel 2012, ulteriori libri arricchiscono la biblioteca, con la donazione “Carlo Mattio e Marina Zambelli”.

Nell’anno 2013, la donazione degli amici di Folco Ilario, ci hanno permesso l’acquisto di 2 nuovi scaffali.

Dal 2023, il direttivo sezionale, utilizzando dei volontari ha iniziato il trasferimento del catalogo, dal cartaceo al digitale. Ora collegandosi alla biblioteca nazionale CAI, si può verificare la presenza del titolo cercato.

Negli scaffali, si possono trovare guide, manuali, narrativa, riviste cai e materiale inerente le montagne e l’ambiente.

Oltre alle varie donazione, la biblioteca è stata integrata da libri acquistati sul territorio, sia storici che recenti.

I libri della biblioteca si possono trovare sulla biblioteca nazionale del CAI al seguente indirizzo:
https://caisidoc.cai.it/

Contatti

Sede CAI Monviso Piazza Cavour, 12
Palazzo Italia – 12037 SALUZZO (CN)

Telefono: 0175249370

Email: saluzzo@cai.it

Facebook: https://www.facebook.com/CAI.Monviso.Saluzzo/

Instagram: https://www.instagram.com/cai.monvisosaluzzo/